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GABRIELE GRIMALDI – Pubblico delle grandissime occasioni sotto il cielo plumbeo di Foligno. Il fascino della sfida al vertice tra le prime due del campionato di Promozione merita la partecipazione di tanti tifosi. D’altronde, questa non può essere una partita come tutte le altre. Tanti ex che affrontano il proprio passato, tante sfide nella sfida. La posta in palio è troppo alta: se vince il Foligno, certifica il suo dominio assoluto, se passa la Ducato, la lotta alla promozione si riapre. Erano 4 i punti di distanza tra le due compagini prima della gara odierna, ma in campo sembravano addirittura meno. Mai nessuna squadra aveva fatto soffrire il Foligno così come è riuscita a fare la Ducato. Il verdetto finale del Blasone, tuttavia, ha decretato lo stesso risultato delle prime sette partite di campionato: vittoria dei falchetti e quindi primato solitario in testa alla classifica.

Eppure la Ducato, schierata col 4-1-4-1, per una buona mezz’ora del primo tempo è riuscita a imbrigliare la formazione di Armillei, disposta col classico 4-3-1-2. Sono però i padroni di casa a rendersi subito pericolosi pochi secondi dopo il fischio d’inizio con una conclusione dal limite dell’area di Cavitolo che dopo uno strano rimbalzo sul terreno termina di poco a lato. Al 3′ è la Ducato a rispondere con imbucata centrale dentro l’area per Kola che forse viene toccato da Petterini in scivolata. Per l’arbitro non ci sono dubbi: è calcio d’angolo, ma l’episodio da moviola farà discutere e arrabbiare sopratutto l’allenatore ospite Ricci. Al 5′ il Foligno si procura una grande chance per passare in vantaggio: cross di Pagliarini dalla fascia sinistra, palla che arriva a Braccalenti dentro l’area piccola che però da due passi spedisce malamente sopra la traversa. Il primo tempo prosegue su ritmi piuttosto blandi e scevri di occasioni da gol. Il Foligno soffre tantissimo il pressing a tutto campo della Ducato, venuta al Blasone per giocare la classica ‘partita della vita’, e non riesce a penetrare la difesa avversaria, molto abile a non lasciare alcuno spazio ai tre tenori offensivi bianco azzurri e agli incursori del centrocampo. Serve una giocata per sbloccare la sfida e al 32′ è Cascianelli a dare il là al gol da tre punti del match. L’ex Todi salta due avversari sulla fascia destra, arriva al limite del fondo campo e serve un passaggio in area, leggermente arretrato, verso il solissimo Braccalenti che con un preciso piatto sinistro a giro insacca alle spalle di Cimarelli. E’ proprio il caso di dirlo: i colpi dei campioni cambiano il volto della partita. La Ducato accusa il colpo incassato nel suo momento migliore e per qualche minuto il Foligno riprende il comando della partita. Al 37′ è capitan Petterini, tornato titolare dopo l’infortunio al flessore di fine Settembre, a provarci con una bomba di sinistro dopo una punizione ribattuta, ma il suo tiro finisce alle stelle. La Ducato ritrova energie e due minuti più tardi prova a pareggiare con un’altra percussione centrale firmata Piantoni-Kola, ma il centravanti spoletino viene chiuso un attimo prima della conclusione a rete. Allo scadere della prima frazione il Foligno avrebbe la possibilità di raddoppiare sfruttando un clamoroso retropassaggio sbagliato di Arcangeli verso il suo portiere, ma Cimarelli è bravo a riagguantare la palla in tuffo prima che superi la linea di porta. Il primo tempo termina così.

L’impressione era che il Foligno, nella seconda frazione, avrebbe continuato sulla falsariga dell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, andando alla ricerca del secondo gol per poi amministrare il punteggio. Ma non è stato così. La Ducato ha ricominciato a giocare come aveva fatto per gran parte dei primi 45′, impedendo ai falchetti di disputare la partita che avevano pianificato. Tanti contrasti, tanti falli, tanti (anche grossolani) errori di impostazione e di appoggio. Il Foligno, mai come prima di oggi, finisce letteralmente imbrigliato nella ragnatela creata dai ragazzi allenati da Ricci. I falchetti si fanno vedere nell’area avversaria per la prima volta all’8′ in contropiede dopo una bella azione sull’asse Cavitolo-Braccalenti, ma l’ultimo passaggio del numero 9 verso Gjinaj è fuori luogo. Al 13′ Roani viene impegnato nella prima delle due grandi e decisive parate del match salvando i suoi in angolo su una bella punizione da posizione centrale tirata da Paci. Il Foligno risponde sul ribaltamento di fronte con un cross in mezzo di Cavitolo, ma Cimarelli smanaccia prima che il pallone arrivi pericolosamente in area piccola. Ma al 16′ è ancora Roani a rendersi protagonista assoluto della partita: Kola sfrutta una disattenzione della difesa bianco azzurra e batte velocemente un calcio di punizione servendo Pontani sul filo del fuorigioco, ma il portierino classe 2000 gli nega la gioia del gol salvando il risultato col piede. La Ducato vuole il pareggio a tutti i costi e continua sia a rendersi pericolosa in avanti che a ingabbiare il Foligno. Attimi di tensione agonistica al 20′ quando Cavitolo colpisce in ritardo Moretti che reagisce da terra con un calcetto; ‘arbitro e i suoi assistenti non vedono nulla, la panchina folignate e i tifosi si, ma le sanzioni non arrivano. Al 24′ Ducato ancora pericolosa con Kola che si incunea nel lato destro dell’area di rigore e viene chiuso in angolo da Roani. La tensione nelle facce dei tifosi è visibile, la Curva canta più forte che può per sostenere i propri beniamini nei momenti più bui. Gli ultimi 20 minuti della partita sono tra i più duri mai attraversati dal Foligno in questo campionato E’ l’ultima occasione del match, perchè il Foligno, con tantissime difficoltà, riesce a resistere e a portare a casa il risultato pieno. La

Una vittoria sporca e di grande sofferenza per i ragazzi di Armillei, ma di un’importanza capitale per tanti motivi. Primo tra tutti l’incremento del vantaggio sui diretti concorrenti della Ducato (+7) e del Viole (+9). Poi per l’imbattibilità di Roani che sale a 773′ e si avvicina al record storico del club. Ed infine per come è stata portata a casa. Molti giocatori non erano al top della forma, tra tutti Cascianelli e Gjinaj, che in settimana avevano avuto alcuni problemi fisici che hanno impedito ad entrambi di allenarsi al meglio. Vince colui che soffre e dura, recita una celebre frase della curva del Blasone. Oggi il Foligno ha dato una vera dimostrazione di quello che significa.

FOLIGNO  – DUCATO 1-0

FOLIGNO: Roani, Ziarelli, Pagliarini, Salvucci, Petterini, Baldoni, Gjinaj (dal 37′ st Bucciarelli), Agostini, Braccalenti, Cavitolo (dal 25′ st Gentili), Cascianelli (dal 23′ st Toma)

A disp: Traballoni, Montanari, Riommi, Giabbecucci

All: Armillei

DUCATO: Cimarelli, Sbardellati (dal 11′ st Pontani), Pazzogna, Quaglietti (dal 43′ st Ammenti), Arcangeli, Raspa (dal 26′ st Settimi), Moretti (dal 30′ st Falzone), Piantoni, Kola, Fedeli, Paci (dal 26′ st Stella)

A disp: Mariani, Allegrini

All: Ricci

ARBITRO: Pinti di Perugia

MARCATORI: Braccalenti (F) al 32′ pt

NOTE: 600 spettatori; ammoniti: Ziarelli (F), Kola, Arcangeli (D); recuperi: 1′ e 4′



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Vittoria di sofferenza contro la Ducato: il Foligno vola e allunga in classifica  (1-0)

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