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GABRIELE GRIMALDI – Ci sono partite di calcio che non sono come le altre. L’esordio ha sempre un sapore speciale, più bello. L’emozione della prima volta in una competizione così importante è imparagonabile a qualunque e altra. E lui, questa emozione l’ha trasformata in energia pura.

67 minuti a dir poco straordinari passati ad arare la fascia sinistra dell’Allianz Stadium a tutta velocità. Fino a ricevere i primi, assordanti applausi da oltre 40 mila persone ammaliate dalle sue giocate. Solo per lui. Solo per Leonardo Spinazzola.

L’esterno tutta corsa, tecnica e qualità nato a Foligno nel 1993 ha esordito ieri sera in Champions League con la maglia della Juventus, dando un contributo importante alla causa bianconera nell’incredibile rimonta realizzata ai danni dell’Atletico Madrid grazie ad una tripletta di Cristiano Ronaldo.

E pensare che fino a quattro giorni fa nessuno si sarebbe aspettato di vederlo in campo. Schierato da Allegri un po’ come arma a sorpresa per scardinare la tosta difesa madrilena, complici la squalifica di Alex Sandro e l’infortunio di De Sciglio, Spinazzola ha offerto una prova da 7 pieno in pagella: scorribande sulla fascia, colpi di prestigio con Cristiano Ronaldo & co, sacrificio, determinazione, cattiveria e nemmeno una sbavatura contro campioni del calibro di Morata, Griezmann e Koke. Anzi, il povero Arias dell’Atletico ha sofferto costantemente le giocate del ragazzo nato e cresciuto col pallone a Foligno, tra la pistarella dell’Agorà e il campo della Virtus Foligno.

Una serata meravigliosa, quella del ritorno degli ottavi di finale di Champions League, che il classe 1993 ha voluto celebrare tramite i social con questa foto che lo ritrae insieme ai compagni (Leonardo è quello in basso, steso a torso nudo):

TUTTO TROPPO BELLO ??? #FinoAllaFine#MaiSmettereDiCrederci

Dopo l’esordio in maglia bianconera in Coppa Italia, i primi minuti in Serie A e la vittoria della Supercoppa Italiana (senza dimenticare i bellissimi anni all’Atalanta), Spinazzola da Foligno aggiunge un’altra meravigliosa pagina alla sua fin qui già superba carriera. E questo, c’è da starne certi, è solo l’inizio.

Complimenti Leo!



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